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ATLANTE DELLA LETTERATURA ITALIANA III DAL ROMANTICISMO A OGGI
ATLANTE DELLA LETTERATURA ITALIANA III DAL ROMANTICISMO A OGGI
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Autore: Opera in 3 volumi curata da LUZZATTO S. e PEDULLÀ G.
Vol. III a c. di SCARPA D. - Tr. di BIAGINI L, CHIESARA M. L., DE MARINIS
Editore: EINAUDI
Collana: Grandi Opere
ISBN: 9788806202446
Data di pubblicazione: 2012
Numero di pagine: XIV - 1058
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Descrizione:
Per capire una letteratura non basta saper leggere, bisogna pure saper contare. La storia e la geografia di una civiltà letteraria vanno studiate, oltreché con criteri qualitativi, con criteri quantitativi: restituendo testi e contesti all’eloquenza delle cifre oltreché delle parole. Non si sorprenda dunque il lettore se l’opera che ha in mano contiene – com’è naturale in un atlante – una successione di proiezioni cartografiche, ma anche una varietà di rappresentazioni infografiche (diagrammi a striscia, diagrammi a torta, istogrammi, pallogrammi), quale ci si attenderebbe da un trattato di economia o di sociologia piú prevedibilmente che da una storia della letteratura. È per questa strada che, percorrendo con metodo l’investigazione dei grandi numeri del fatto letterario, l’Atlante intende offrire una rappresentazione nuova di nove secoli di cultura italiana.
«Prima ancora che di scrittori e di libri, una civiltà letteraria è fatta di persone e d’occasioni. Dunque, è fatta anzitutto di storie umane: incontri o scontri, fughe o raduni, appuntamenti o sorprese, databili spesso con cronometrica precisione. Racconta il grande fotografo di origini ungheresi Brassaï di avere domandato a Picasso per quale motivo annotasse scrupolosamente il giorno in cui aveva realizzato ciascuna delle sue opere, compreso il piú piccolo disegno. A quanto pare, Picasso rispose a Brassaï che con questa precisione maniacale intendeva dare un contributo a “una scienza – la si chiamerà forse scienza dell’uomo – che cercherà di sapere di piú sull’uomo in generale studiando l’individuo che crea”. È un invito a valorizzare i dettagli carichi di senso che anche noi abbiamo cercato di non dimenticare mai».
«Lo scrittore francese Julien Gracq ha scritto una volta che le storie della letteratura dovrebbero ricordare soltanto i nomi legati alle vittorie, perché in letteratura le sconfitte non sono una vittoria per nessuno. Nell’Atlante noi abbiamo ragionato in un modo esattamente contrario, persuasi che per chi si occupa di letteratura sia di estremo interesse proprio la battaglia che si combatte quando è ancora incerta la sorte dei diversi contendenti: in medias res. A prescindere dal fatto che gli sconfitti di ieri possono essere i vincitori di domani, guardare da vicino lo scontro, quando ancora non si sa chi avrà la meglio, può illuminare di una luce sorprendente le rarissime opere che giungono a occupare un posto stabile nel canone dei classici».
Comitato scientifico: Mauro Bersani, Amedeo De Vincentiis, Erminia Irace Michele Luzzatto, Sergio Luzzatto, Gabriele Pedullà, Domenico Scarpa.
