ANNIE JOHN
ANNIE JOHN
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«Il genio ha molte sorprese, e una di queste è la geografia» ha scritto derek walcott a proposito di jamaica kincaid. ed è proprio la geografia di antigua, così accecante e celeste, a permeare la prosa incantatoria del suo primo romanzo: gli alisei, i riti della pesca e dell'obeah si confondono in un'unica musica palpitante, mentre l'albero del pane e le sgargianti poinciane stonano con la chiesa anglicana, con la divisa scolastica, con i quaderni che hanno in copertina la regina vittoria. e intanto annie john cresce in una felice solitudine, al centro dell'universo della sua bellissima, giovane madre. ma poi, la catastrofe: annie «diventa signorina», e la madre, che come una divinità può dare e togliere tutto, incomprensibilmente si trasforma in un'algida nemica. «io vivevo in un paradiso così» dice annie dei suoi anni di bambina; ma ogni paradiso ha il suo «orribile serpente», e sarà un tormentoso duello quotidiano a scandire il suo furente ingresso nell'adolescenza.
